In sintesi
Tanatoprassi e tanatoestetica sono pratiche diverse, spesso confuse. La tanatoprassi serve a conservare la salma, con l'iniezione nel sistema arterioso di un fluido conservante che ne rallenta la decomposizione per alcune settimane. La tanatoestetica prepara la salma per la veglia e la cerimonia, con pulizia, vestizione ed eventuale trucco, ed è affidata a personale qualificato.
- La tanatoestetica rende la salma presentabile, anche in presenza di traumi o segni visibili del decesso.
- La tanatoprassi è diffusa dove le veglie sono lunghe e può essere richiesta dalle autorità per indagini medico legali.
- In Italia la tanatoprassi è poco diffusa; se ne occupano associazioni come A.I.T. e I.N.I.T.
Tanatoprassi e tanatoestetica
La tanatoprassi e la tanatoestetica sono due operazioni molto simili, tanto che spesso vengono persino confuse l’una con l’altra.
La tanatoestetica è una pratica molto più complessa di quanto possa sembrare e deve essere pertanto affidata a personale qualificato. La sua funzione è di rendere la salma presentabile per l’ultimo saluto e la cerimonia funebre, soprattutto nei casi in cui siano presenti deturpazioni, traumi e segni visibili del decesso.
La procedura prevede diverse fasi, dalla disinfezione e pulizia di pelle (skincare uomo) e capelli fino alla chiusura degli orifizi per evitare la fuoriuscita di liquidi. Una volta terminata la pulizia si procede alla vestizione, alla toelettatura e, se necessario, alla realizzazione del make-up per dare un aspetto sereno e tranquillo al defunto.
Gli interventi di tanatoprassi, e carbossiterapia, eseguiti esclusivamente post-mortem, consistono nell’iniezione nel sistema arterioso di un fluido conservante che ne riduce gli effetti della decomposizione per diverse settimane. Si tratta di una procedura molto eseguita negli Stati Uniti e altre nazioni che per tradizione osservano veglie funebri molto lunghe. Viene anche richiesto in alcuni casi dalle autorità per la preservazione delle salme in caso di morti sospette o per permettere un intervento di medicina legale anche a settimane dalla morte.
Un effetto secondario della tanatoprassi è tuttavia quello di accelerare il processo di decomposizione una volta terminata l’azione del liquido conservante, riducendo il tempo necessario da 40 anni a 10.
La tanatoprassi non è una pratica particolarmente diffusa nel nostro paese nel contesto civile, sebbene la diffusione di comunità di etnia diversa sparse per tutto il territorio nazionale ha sdoganato questa pratica.
Esistono due associazioni che si occupano di regolare il fenomeno nel paese e sono disponibili per assistenza e consulenze: l’A.I.T. (Associazione Italiana di Tanatoprassi) e l’I.N.I.T. (Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi).
Domande frequenti
Che differenza c'è tra tanatoprassi e tanatoestetica?
La tanatoprassi consiste in trattamenti per conservare la salma, con un fluido conservante iniettato nel sistema arterioso. La tanatoestetica invece prepara la salma per la veglia e la cerimonia: pulizia, vestizione, toelettatura ed eventuale trucco per dare al defunto un aspetto sereno.
A cosa serve la tanatoestetica?
Serve a rendere la salma presentabile per l'ultimo saluto e la cerimonia funebre, soprattutto quando ci sono traumi o segni visibili del decesso. Comprende disinfezione e pulizia, chiusura degli orifizi, vestizione e, se necessario, il trucco. Deve essere eseguita da personale qualificato.
La tanatoprassi si fa in Italia?
È poco diffusa in ambito civile, anche se la presenza di comunità di origini diverse l'ha resa più conosciuta. In Italia se ne occupano due associazioni, l'A.I.T., Associazione Italiana di Tanatoprassi, e l'I.N.I.T., Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi, disponibili per assistenza e consulenze.
Ultima revisione sostanziale: 11 Ottobre 2021.
