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Cimitero Maggiore Milano, storia e tradizioni

Il Cimitero maggiore di Milano, conosciuto più semplicemente come “il Maggiore”, è il cimitero principale della città di Milano: ha sede nella zona nord-occidentale, più precisamente nel quartiere di Garegnano, che fa parte del Municipio 8.

A oggi, il Cimitero Maggiore di Milano è noto soprattutto come “Cimitero di Musocco” o, più comunemente, “Musocco”. Ma come è nato questo cimitero, dove affondano le sue radici? Scopriamolo insieme.

 

La storia del Cimitero

Come è nato il Cimitero Maggiore di Milano? Nel 1880, Milano era piena di piccoli cimiteri che, tuttavia, non erano abbastanza grandi per ospitare le salme che continuavano ad arrivare. I cimiteri erano infatti saturi, ormai. Attorno a essi si andavano costruendo nuovi quartieri: dove una volta vi era solo la periferia, stava sorgendo la città, sempre più urbanizzata e industrializzata.

Con l’aumentare della popolazione nei dintorni dei cimiteri, non era più possibile per questi ultimi proseguire con le loro attività, anche per ragioni igienico – sanitarie. Di conseguenza, si arrivò alla decisione di creare un unico, grande cimitero, adatto a soddisfare le necessità della città, ma distante dal centro abitato di Milano. Il terreno scelto, nel comune di Musocco, si trovava al di sopra di falde acquifere, e poiché non era affatto paludoso, era l’ideale per la costruzione del cimitero.

Va detto che il Cimitero Maggiore di Milano non fu il primo grande cimitero della città, bensì il secondo, poiché esisteva già da vent’anni il Cimitero Monumentale. Tuttavia, Milano era nel pieno della sua espansione in quel periodo, e venne presa quindi la decisione di creare un secondo cimitero.

La costruzione del Cimitero Maggiore di Milano

La costruzione del Maggiore ebbe inizio nel 1886, sotto la guida degli ingegneri Luigi Mazzocchi ed Enrico Brotti. Aprì le sue porte in via ufficiale il 23 ottobre del 1895, inaugurato dalla benedizione del Cardinale Andrea Carlo Ferrari, il 26 dicembre del 1895.

Una volta aperto il Cimitero Maggiore di Milano, i piccoli cimiteri che prima erano attivi in città iniziarono a essere chiusi e poi, successivamente, demoliti. Le salme che erano state ospitate per lungo tempo da quei cimiteri vennero traslate al Maggiore, dove furono poi seppellite in via definitiva.

Il comune di Musocco, dove il cimitero era stato costruito, venne soppresso il 23 dicembre del 1923, in seguito a Regio Decreto, e divenne a tutti gli effetti parte di Milano. Il Maggiore entrò così ufficialmente a fare parte della città lombarda, sempre più in espansione.

In seguito, il Cimitero Maggiore di Milano venne reso sempre più grande, in particolare durante il ventennio fascista: il primo intervento fu fatto nel 1924, il secondo nel 1934. Nel dopoguerra la sua area si espanse ulteriormente, con la costruzione del Cimitero Ebraico, posto oltre una carreggiata da attraversare.

Il Cimitero Maggiore di Milano, in origine, presentava una superficie di circa 400.000 metri quadri. Con gli anni e le espansioni, arrivò a misurare 678.624 metri quadri, con 80.000 metri quadri circa a giardino.

Al suo interno è presente inoltre la Chiesa di Santa Maria della Pietà, dove ogni mattina – a eccezione dei giorni di chiusura del cimitero – viene celebrata la messa. A oggi, il Cimitero Maggiore di Milano è il più grande della città.

Le origini del cimitero: il Bosco della Merlata

Non tutti sanno che il Cimitero Maggiore di Milano fu costruito dove un tempo sorgeva un luogo ben conosciuto agli abitanti della zona, vale a dire il Bosco della Merlata: un’area boschiva che si sviluppava a nord e nord – ovest di Milano, chiamato così per via del torrente che lo attraversava.

Oggi, forse, il nome non dice molto, soprattutto perché immaginare un’ampia aria boschiva a Milano è difficile, ma ai tempi era celebre per essere una zona poco ospitale, fatta di acquitrini, su cui si raccontavano storie poco rassicuranti. Il bosco, infatti, non era visitato solo da selvaggina e lupi, ma soprattutto da bande di briganti, temute dalla popolazione.

Tra i più celebri briganti si ricordano il Trentuno, il Girometta lo Zopeghetto, e soprattutto Giacomo Legorino e Battista Scorlino. Erano tra i capibanda più conosciuti e temuti sull’intero territorio. I briganti assalivano chi aveva la sventurata idea di avventurarsi nel Bosco della Merlata, lo rapinavano, e molto spesso non gli permettevano più di uscirne.

Sembra che i briganti apprezzassero il Bosco della Merlata perché permetteva loro di rifugiarsi all’ombra ed era ottimo per nascondersi. I capibanda vennero infine catturati, assieme ad almeno ottanta dei loro complici, e infine furono giustiziati nel Maggio del 1566.

Nonostante sia passato molto tempo, le gesta di questi criminali sono sopravvissute nelle storie e nei racconti popolari. Anche il Bosco della Merlata è sopravvissuto per lungo tempo, fino a quando non venne dissodato in seguito alla Legge Forestale del 1877.

Con la costruzione del Cimitero Maggiore di Milano, il Bosco della Merlata scomparve interamente. Secondo alcuni studiosi, la vegetazione che si trova attorno il comune di Cusago potrebbe essere un residuo del celebre Bosco della Merlata.

Il tram funebre, la Gioconda

Quando venne aperto il Cimitero Maggiore di Milano, fu necessario trasportare le salme dai vecchi e più piccoli cimiteri al Maggiore e al Monumentale. Non si parlava, infatti, solo di spostare i defunti più recenti, ma anche i resti più antichi. L’operazione non fu affatto semplice.

Per fare questo, e per agevolare la presenza dei cortei funebri, il Comune di Milano diede vita a una collaborazione con la Edison, l’azienda italiana di energia elettrica. Da questa collaborazione nacque un percorso tranviario studiato appositamente per l’occasione, fatto di vetture nere costruite su misura per l’evento senza precedenti.

La stazione di partenza di questo percorso si trovava in Via Bramante. In seguito, a causa dell’eccessivo flusso, ne venne costruita una seconda – inaugurata nel 1906 – accanto a Porta Romana. Fu proprio questa stazione a diventare celebre, prendendo il nome di Stazione funebre di Porta Romana. Fu eretta nel 1908 proprio per permettere il servizio di trasporto delle salme verso i maggiori cimiteri di Milano.

I cortei funebri arrivavano a Porta Romana e dal carro la bara veniva poi spostata sulla carrozza tranviaria, interamente nera, dotata di finestrini a vetri smerigliati e con sopra inciso lo stemma del Comune. Le vetture, che erano riscaldate d’inverno e ventilate in estate, erano dotate addirittura di sedili in velluto.

In totale, erano in servizio 22 motrici e 16 vetture, per far fronte al bisogno di una città in espansione come Milano. A oggi, quello stesso edificio ospita le Terme di Milano.

Per lungo tempo, fino al 1925 circa, i milanesi chiamarono, con la consueta ironia, quel tram nero “la Gioconda”, e come tale era conosciuto dalla maggior parte della popolazione.

 

Gli orari di apertura del Cimitero Maggiore di Milano e come arrivare

Quando recarsi al Cimitero Maggiore di Milano? Il cimitero è aperto dal martedì alla domenica, dalle 8.00 del mattino alle 18.00. Il giorno di chiusura è il lunedì. I giorni festivi fanno eccezione. Durante le festività, infatti, come il 1° Gennaio, Pasqua, il lunedì dell’Angelo, il 1° Maggio, il 2 Giugno, il 15 Agosto, e l’8, il 25, e il 26 di Dicembre, il cimitero è aperto dalle 8.00 alle 13.00. È possibile accedere al cimitero fino a 30 minuti prima della chiusura, per la sicurezza dei visitatori.

Ma come arrivare al Cimitero Maggiore di Milano? Il cimitero dispone di ampi parcheggi esterni, che tuttavia non sono custoditi, e l’ingresso principale è dal Piazzale Cimitero Maggiore. Altri punti di accesso sono:

  • Porta Nord, in via Jona.
  • Porta 36, in via Jona, aperta il giovedì, il sabato, la domenica e i festivi.
  • Porte 20 e 32, in via Barzaghi, aperte il giovedì, il sabato, la domenica e i festivi.

Fino al 1966 il Cimitero Maggiore di Milano era servito da un’apposita fermata a lui dedicata della tranvia Milano-Gallarate. Oggi, invece, vi è un servizio di navetta, vale a dire la linea 171 dell’ATM.

È possibile raggiungere il Maggiore anche grazie alle linee di collegamento ATM dell’autobus 40 e 72, e attraverso il tram 14.

 

Come sapere dove è sepolta una salma?

Quando ci si reca a un cimitero può non essere facile ricordare subito la strada che porta al defunto. I cimiteri sono ampi, dispersivi, e non è raro perdersi, cosa che si vuole di certo evitare, soprattutto quando si vuole solo visitare un proprio caro.

Come ha ovviato a questo problema il Cimitero Maggiore di Milano? Dal 2002 sono in funzione, all’ingresso principale e a quello laterale, alcune colonnine – altresì dette totem – che forniscono informazioni sui luoghi di sepoltura. L’idea è nata dall’Assessore ai Servizi Funebri e Cimiteriali Giulio Gallera, in seguito alle difficoltà riscontrate dai cittadini.

Il Maggiore, in particolare, è il cimitero più grande di Milano, di conseguenza avere una chiara indicazione sul luogo della sepoltura, o della tumulazione, agevola i visitatori. I totem sono interamente touch screen, basta inserire il nome del defunto e il sistema risponderà con la giusta ubicazione.

Di recente, proprio nell’ultimo anno, Milano ha introdotto un’importante novità tecnologica: si tratta di un’applicazione per dispositivi mobili, tablet e cellulari, che permette di individuare il loculo del defunto inserendo nome, cognome dello stesso, e possibilmente l’anno del decesso.

 

 

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